I 21 suggerimenti di Emilio Sànchez per vincere contro le avversità. Dentro e fuori dal campo da tennis

REGOLA #5

# 5 Poniti obiettivi raggiungibili e realistici (mentale)

Quando parliamo di sfide e di successi nello sport, si tende a dare risalto a storie aneddoti riferiti all’elite sportiva. Grandi azioni che si compiono con obiettivi chiari trasformano gli atleti più noti in leggende, eroi. Ma lo sport è anche pieno di eroi ʻminoriʼ, giovani atleti che lavorano ogni giorno per quello che vogliono ottenere e che rappresentano anchʼessi grandi esempi di successo. Perché non può essere possibile che le persone lavorino sui valori, le abitudini e le abilità apprese nello sport competitivo cercando di trasferirle anche nel mondo reale?

Il protagonista di questa storia è uno sciatore alpino. L’ho conosciuto quando avevo dieci anni e a quel tempo mi ero già imposto di andare ai Giochi olimpici e di essere come Bode Miller. Quale bambino non sogna di competere e vincere? Il nostro sciatore era nel suo ultimo anno della categoria Allievi. L’anno successivo ha iniziato a partecipare a competizioni ufficiali, un passo importante per un atleta.

In quel momento, le aspettative del nostro sciatore erano alte e la stagione è iniziata bene. Finì diverse gare in una buona posizione, nei primi 10. Ma a metà della stagione ebbe un incidente durante una gara e da quel momento in poi, la sua stagione volse al peggio. Perse fiducia in se stesso, in ogni gara cercava di recuperare la sua posizione in classifica, ma forse anche a causa dello stile di sciata che gli era imposto, prendeva troppi rischi finendo per cadere in tutte le gare nel resto della stagione! Sapeva che lʼanno successivo sarebbe stato fondamentale. Faceva parte di un club competitivo che gli chiedeva risultati.

Questo è il punto in cui riflettere e creare obiettivi realistici e realizzabili.

Nella stagione successiva il suo obiettivo fu semplicemente “non cadere” e finire tutte le gare senza preoccuparsi per la sua posizione finale. L’obiettivo di fondo era recuperare la fiducia in se stesso e di ritrovare quello che in altri sport chiameremmo “il suo gioco”. Visto da fuori potrebbe sembrare un obiettivo molto facile, ma lo è davvero per un ragazzo di 11-12 anni? Tutti vogliono salire sul podio e concentrarsi su un obiettivo ʻmodestoʼ può essere visto come rinunciare alla vittoria, ancor più in ambienti di grande pressione. È vitale prendere decisioni mature e ben guidate a questo proposito.

Chiaramente lʼobiettivo del giovane sciatore non finì lì. L’anno successivo doveva essere quello buono per scatenare il suo potenziale. Il suo obiettivo era quello di qualificarsi per gare nazionali del suo paese, e per questo aveva bisogno di finire nella top 14 della sua classifica regionale.

Alla fine del secondo anno, il nostro sciatore fece il punto della situazione. Sarebbero stati anni difficili, attraversati da un periodo di maturazione durante il quale il carattere, la personalità, e in particolare gli ormoni, si ribellano contro tutto. È il momento in cui si comincia a dubitare dei consigli di genitori, allenatori, e anche di se stessi. Ma il rigore dello sport e dei suoi valori ha reso disponibile per un bambino di 13 anni un piano maturo, basato sugli sforzi calcolati sia nel lavoro che nella disciplina.

La valutazione è stata buona: l’obiettivo del primo anno, “tagliare il traguardo”, raggiunto. Secondo obiettivo, “qualificarsi per la Coppa Nazionale”, raggiunto, anche se non riuscì a rimanerci fino alla fine della manifestazione.

Era il momento di definire la prossima sfida, sapendo che l’anno successivo sarebbe stata dura, gareggiando con sciatori anche di due anni più grandi. Lʼobiettivo realistico fu di rimanere nella top 30. Lavora duro per tutta la stagione, facendo sforzi in più per allenarsi un giorno in più a settimana, così come il weekend, cosa che naturalmente comportava extra sforzi per tenere il passo con i compiti di scuola.

Che cosa successe alla fine di una stagione in cui aveva sperimentato rapida crescita fisica, difficoltà a incanalare la forza e perso un po’ di coordinazione? Finì 40° in classifica.
Qui finisce la storia del nostro giovane sciatore. Sta facendo bene? Possiamo dire che è un buon sciatore? È un buon sportivo? In questo caso, è molto chiaro che la definizione degli obiettivi raggiungibili lo aiuta ad andare avanti in un ambiente altamente competitivo. Se si fosse imposto di finire nelle prime posizioni, la frustrazione lo avrebbe probabilmente travolto. Quanti giovani sportivi rinunciano perché la domanda è troppa in relazione al premio?

Quanti abbandonano lo sport, perché non realizzano ciò che ci si aspetta da loro? In un periodo di crescita particolarmente difficile come pre-adolescenza e adolescenza, il nostro ragazzo ha obiettivi chiari e ha assunto un atteggiamento ammirevole di fronte alle difficoltà: resilienza, sforzi, capacità di superare le avversità.

Non è questa la vera lezione che la maggioranza dei giovani atleti portano con sé per il resto della loro vita? Concentrarsi su obiettivi raggiungibili e realistici li aiuta a persistere nei loro sforzi. È nostro dovere come allenatori e genitori di bambini che praticano sport agonistico al fine di accompagnarli, guidarli e motivarli.

Pochissimi giovani sportivi diventano professionisti. Pochissimi di loro saliranno nell’Olimpo, o addirittura saranno selezionati per le competizioni nazionali del loro paese, ma saranno i loro sforzi a renderli grandi sportivi.

Emilio Sánchez Vicario
CEO and Founder at Sánchez-Casal Academy

» Leggi l’articolo originale dal sito della Academia Sànchez-Casal

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