Siamo in una località turistica da sogno con spiaggia bianca, mare cristallino e una leggera brezza di mare che invita a godersi l’attimo.
Poco distante c’è però un campo da tennis che aspetta solo di essere occupato per giocare una partita o semplicemente per fare due palleggi…
Cosa sceglie il gotennista? Non ho dubbi, tutta la vita il campo da tennis!

Il gotennista ama il tennis, ha una passione sconfinata per il gioco e per i campioni della racchetta. È una persona aperta, curiosa (desiderosa di conoscere, di sapere). A volte partecipa ai nostri clinic perché vuole migliorarsi e addentrarsi sempre di più nelle dinamiche di un gioco che intriga, che ti prende e non ti lascia più, altre volte semplicemente per condividere una vacanza sportiva con i propri simili, tennisti e tenniste che fanno del tennis uno stile di vita.

 

Chi sono i gotennisti?

È difficile fare un ritratto unico delle tante persone che da più di 20 anni frequentano i nostri stage. Partiamo dal tuo.

Tu che gotennista saresti?

Principante?

Se sei un giocatore/ice alle prime armi troverai nei nostri maestri dei seri professionisti in grado di migliorare il tuo gioco e al tempo stesso capaci di farti uscire dal campo con il sorriso!

Appassionato?

Giochi abitualmente singoli o doppi con gli amici al club? Centro! Abbiamo l’ambiente e la compagnia ideale per farti trascorre una vacanza dove ogni giorno puoi fare quello che ami fare: stare il più possibile dentro un campo da tennis.

Indeciso?

Non giochi a tennis da anni, ma guardando Federer in tv ti è ritornata la voglia di mettere alla prova il tuo diritto ancora una volta? Non esitare, tira fuori la racchetta dall’armadio e unisciti al nostro gruppo. Game, Sun e Fun sono assicurati!

Chi potresti rischiare di incontrare nei nostri stage?

Un articolo scritto per il Gotennis Magazine di qualche anno fa ritrae bene i personaggi e l’atmosfera che si respira nei nostri weekend o settimane di vacanze a base di tennis.

di Corrado Erba

Ho sempre pensato che se c’è una cosa che piace a tutti è tornare bambini.

E se prendete un tennista, magari non più giovanissimo ma appassionato, uno di quelli che ama stare sul campo a pallettare tutto il giorno in compagnia degli amici, la cosa che più ricorda di quei pomeriggi sono le partite interminabili, fino a quando il sole non cala a Ovest sotto l’orizzonte e le ombre si allungano sempre più.

All’ultimo stage Gotennis, guardavo un vecchio cardiologo di Parma e un non meno audace bancario di Pontremoli, sfidare due baldi giovani cinquantenni, in un doppio infinito, con la luna che aveva già bucato la notte, mentre questi scambiavano pallate sino a quando la visibilità era ridotta a zero. 

“Giochiamo l’ultimo game?”
ha chiesto uno dei quattro

mentre già dalla bella terrazza dell’hotel, arrivavano gli echi della cena. Ho sorriso vedendoli uscire, i completi non all’ultima moda, macchiati di terra e di sudore.

“Certo, avessero le luci artificiali…”
mormorava il cardiologo.

“Oddio, adesso mia moglie sarà una biscia” sorrideva il bancario.

La moglie in questione, una bella donna con qualche lode, sorrideva in balcone. No, non per quello che state pensando voi, non c’era stato alcun animatore a soddisfarla, bensì una spiaggia di bellezza furibonda, sulla quale la signora ha piacevolmente giaciuto tutto il giorno.

Perché gli stage Gotennis prevedono un po’ tutto, altrimenti che stage sarebbero?

D’accordo, tennis, tennis e ancora tennis per i monomaniaci quali siamo, ma giocare con una tribù familiare attaccata alla rete, che ti guarda storto perché vuole andare da qualche altra parte, convenite che non è il massimo.

Invece i nostri baldi organizzatori, non solo provvedono a garantire un sufficiente numero di quadrati di rosso mattone, ma hotel confortevoli, piscine azzurro acqua, spiagge cristalline, sole rovente (purtroppo non sempre garantito perché a Giove Pluvio non si comanda).

Ma chiedete comunque all’architetto di Lodi e al dirigente farmaceutico con i capelli argentei di quella volta a Maiorca. Mi sembrava di essere la mamma:

“Danieeele, piove a catinelle, esci dal campo!”

“Ancora un game” faceva segno l’imbelle.

E poi volete mettere il bello di ritrovare sempre qualche faccia conosciuta? Il solito gruppetto di fedelissimi che segue la band Gotennis in capo al mondo.

Il rivedersi sin dall’aeroporto, seguiti da carretti pieni di borse da tennis, custodie colorate, trolley e scatoloni di palline.

Non ci si chiede mai “Come stai”, ma più spesso: “Oh, la volée di rovescio l’hai sistemata?”

E poi ci sono gli agonisti accaniti, quelli che partono a tempestare i maestri perché “devo guadagnare almeno 20 km/h in più sul servizio” oppure “ il back di rovescio è corto di almeno mezzo metro”.

Poi a metà settimana cominciano a pasticciare il tabellone del torneo finale, roba che a volte il sorteggio deve essere blindato per evitare clamorose sovrapposizioni (“No, vabbè dai, però io nella stessa metà del tabellone di quello li…”).

Capita però, a volte, di perdere al primo turno sul campo, ma di guadagnare qualcosa di meglio. Lui aveva un problema sul pallonetto in top, lei non metteva un servizio che fosse uno, però a furia di provare si sono piaciuti.

Risultato, in due anni di stage la tribù familiare è aumentata! Il servizio forse è rimasto lo stesso, ma i nostri hanno un frugoletto gotennista che adesso già strepita per ribattere qualche palla!

Insomma, direi che la possibilità di annoiarsi ad uno stage Gotennis è pari a quella che ha Federer di sparare out un diritto da metà campo.

Ah già, nadalisti contro federasti, ci tocca pure quello.

Come in quella semifinale di Roland Garros, un gruppetto contro l’altro, la sala televisione dell’hotel trasformata in uno stadio e il boato finale sulla volata decisiva.

E poi via, i perdenti a offrire chupiti fino a notte fonda. Il mattino dopo i maestri hanno visto gruppi di zombi aggirarsi per i campi.

Anche questo abbiamo visto.

E quando lo stage finisce, qualche lacrimuccia?
Non direi, la prima difficoltà è tirare fuori gli accaniti dai campi mentre il pullmann per l’aeroporto sta già per prendere il vialetto di uscita.
Una volta, una signora di Modena è salita sull’aereo indossando ancora il completino della Sharapova. L’addetta all’imbarco l’ha guardata un po’ perplessa…

Si chiude poi con la saggezza di Francesco, un aficionado di Gotennis, quando ha visto un ragazzino un po’ intristito dalla fine della vacanza.

“Sai la cosa bella di Gotennis? – gli ha detto – E’ che c’è SEMPRE un altro stage che ti aspetta”.

Stage Vacanza Gotennis.
Frequentati anche dai più insospettabili.

Vuoi migliorare il tuo talento e magari conoscere persone nuove con la tua e la nostra grande passione? Gotennis ti aspetta.
Certo in una settimana o in un weekend non si possono certo fare miracoli. Ma forti della nostra esperienza abbiamo la presunzione di riuscire ad aggiungere qualcosa al vostro bagaglio tecnico-tattico, sia che siate giocatori alle prime armi o giocatori esperti. Aggiungiamo pillole di tattica preziose per darvi chiari e precisi punti di riferimento per giocare il colpo giusto al momento giusto. Facciamo risaltare al massimo i punti di forza del vostro gioco, senza mai trascurare un aspetto fondamentale nel nostro lavoro: la passione di trasmettervi ciò che sappiamo spingendovi a dare il meglio di voi stessi. Sempre col sorriso.

Ma cosa sono gli stage vacanza Gotennis?
Cosa si fa, come funzionano?

Perché viaggiare con Gotennis?

Grandi contenuti tecnici

Dal 1998 Gotennis soddisfa le esigenze dei tennisti di ogni livello tracciando percorsi di miglioramento in maniera coinvolgente e innovativa.

12 mesi di vacanze

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SEI DA solo? no problem

Gotennis unisce le persone e te ne fa conoscere tante con la tua stessa passione

Disponibilità e sorrisi inclusi nel prezzo

Un team con 20 anni di esperienza è il segreto per soddisfare esigenze e aspettative differenti, per farvi tornare a casa soddisfatti e con qualche segreto in più per battere il vostro avversario.

«Avrei delle domande».
Ok, proviamo ad anticipare i colpi.

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