I 21 suggerimenti di Emilio Sànchez per vincere contro le avversità. Dentro e fuori dal campo da tennis

REGOLA #7

# Controlla il respiro per “vivere nel presente” e prenditi sempre il tuo tempo (fisico)

LLa respirazione è un atto involontario. Non pensiamo coscientemente di inspirare ed espirare ogni volta che lo facciamo. Ma nello sport, possiamo usare volontariamente certe tecniche di respirazione che ci permettono di respirare più a fondo e migliorare lo scambio fra ossigeno e anidride carbonica. Queste tecniche di respirazione possono essere la chiave per il rendimento di un giocatore e possono persino portare alla vittoria negli sport agonistici.

Ne ho parlato molte volte con Miquel Oca del nostro dipartimento di Scienze dello sport. Miquel è uno scalatore fantastico e mi ha raccontato una storia di cui è stato testimone qualche tempo fa durante una delle sue uscite.

C’è un popolare esercizio di arrampicata che consiste di salire un muro sino in cima senza fermarsi. Un alpinista che accompagnava Miquel decise di tentare l’esercizio, ma dopo poco il suo corpo si irrigidì e il suo respiro improvvisamente accelerò. Iniziò a farsi strada verso l’alto, e dopo due o tre metri passò la fune attraverso il primo moschettone e Miquel notò che era molto nervoso: il suo respiro era corto, stava iperventilando e tratteneva il fiato finché la corda non era saldamente attaccata al moschettone. Poi gridò al suo amico di sotto, che si stava assicurando che la corda fosse tesa e che fosse appeso correttamente. Questa cosa si ripeté fino a quando arrivò in cima, stanco e arrabbiato.

Non era un muro difficile – lo scalatore era più che abbastanza esperto per arrivare in cima senza fermarsi – ma non era riuscito a completare il suo obiettivo.

Successivamente fece un secondo tentativo di scalare lo stesso muro ma con un metodo completamente nuovo. Dopo aver legato la corda e messo il piede sulla roccia, chiuse gli occhi, fece tre respiri profondi e iniziò a salire. I suoi movimenti erano fluidi – come se stesse ballando attraverso il muro. Raggiunse il primo moschettone e passò la corda. Miquel, ascoltando i suoi respiri, sentì che lo scalatore stava espirando pesantemente come se questa volta, stesse ascoltando attentamente il suo respiro. Passò la corda e proseguì verso l’alto, il suo respiro lo accompagnava sempre. Di tanto in tanto lasciava cadere il braccio di lato e lo scuoteva dolcemente mentre guardava in alto, verso il prossimo obiettivo. Lo sentì gridare due o tre volte, grida di incoraggiamento quando il passaggio era davvero complicato. Salì senza fermarsi e raggiunse il suo obiettivo.

Quindi cosa successe la prima volta? Cosa gli impedì di portare a termine l’esercizio con successo? Miquel mi ha detto che, fin dall’inizio, il suo amico alpinista stava solo pensando a cosa sarebbe successo se avesse fatto un errore e fosse caduto. Si fermò al primo moschettone e la sua frustrazione gli impedì di essere in grado di affrontare il resto del percorso. Era nervoso per tutto l’esercizio, non controllava il respiro e non usava nemmeno una pausa per guardare in alto e segnava mentalmente i prossimi passi che aveva davanti a sé per raggiungere il prossimo moschettone. Il risultato fu che i suoi passi erano instabili e dovette fare un grande sforzo per non cadere.

Fu allora che ho realizzato per la prima volta il grande parallelismo tra l’esperienza di questo alpinista e quella dei nostri giocatori alla Academia Sànchez-Casal. In primo luogo lo scalatore era troppo concentrato sulla sua paura di cadere, facendolo gelare dopo il suo primo errore. Non era in grado di prendere tempo per visualizzare i suoi prossimi passi e non aveva alcun controllo sul suo respiro.

Questa è una cosa diffusa in tutti gli sport e certamente comune nel tennis. Ci sono giocatori dominati dalla paura di vincere o perdere. I giocatori che quando i loro avversari scivolano davanti a loro, cambiano completamente ed è come se tutto il loro talento si dissipasse. I giocatori, che quando sbagliano una palla facile non riescono a smettere di pensare a come o perché hanno commesso l’errore, e su tutte le “cose negative” che da lì in poi accadranno a causa del loro errore. I giocatori che durante il riposo si lamentano solo di quanto stanno giocando male e delle ultime decisioni dell’arbitro. Semplicemente, i giocatori che commettono l’errore di respirare velocemente e superficialmente invece di controllare il loro respiro e concentrarsi sulla loro prossima mossa, finiscono per andare incontro ad errori.

Nel suo secondo tentativo l’alpinista è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Si è preso il suo tempo respirando e visualizzando come avrebbe affrontato il muro di fronte a lui. Quando gli agganci erano buoni continuava a respirare, facendo tutti gli esercizi che lo aiutavano a focalizzare la sua attenzione e creare un piano mentale dei suoi prossimi passi. Quando ha commesso degli errori, si è incoraggiato. Durante l’intero processo ha abbinato il suo respiro con i suoi passi e ha ascoltato ogni respiro per concentrarsi sui suoi movimenti e non sulle sue paure. Questo atteggiamento lo ha aiutato a superare le sue difficoltà e raggiungere l’obiettivo.

C’è un profondo parallelismo tra l’esperienza di questo scalatore e il tennis. I nostri giocatori imparano a controllare il loro respiro nei momenti chiave durante il gioco, respirare profondamente e con l’aiuto di brevi pause di riposo, concentrarsi su quello che stanno facendo e su come giocheranno secondo le caratteristiche tecnico-tattiche del loro rivale. Quando li vediamo abbinare il respiro ai vari momenti della partita e prendere il tempo necessario per “vivere nel presente”, sappiamo che tutto sta andando bene.

Il controllo del tempo e della respirazione sono due abitudini che possiamo utilizzare per superare situazioni difficili. Si potrà vincere o perdere, ma la chiave del successo di uno sportivo è quella di riuscire a godersi il gioco fino in fondo.

Grazie a Miquel Oca, co-autore di questo articolo.

Emilio Sánchez Vicario
CEO and Founder at Sánchez-Casal Academy

 

» Leggi l’articolo originale dal sito della Academia Sànchez-Casal

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