I 21 suggerimenti di Emilio Sànchez per vincere contro le avversità. Dentro e fuori dal campo da tennis

REGOLA #6

# 6 il passato ci mette pressione. Il futuro ci mette pressione. Dunque fai in modo di essere completamente presente nel presente. Questo è il tuo stato attuale, da dove sarai pronto ad affrontare nuove sfide (emozionale)

In molte delle mie conversazioni con i giocatori di qualsiasi livello, affiora spesso la “pressione”. “Mi sentivo troppo sotto pressione”, “La pressione era forte e non riuscivo a muovermi”, “Ero completamente paralizzato dalla pressione tanto che non sapevo più quello che stavo facendo”… Questi sono alcuni degli esempi degli effetti della pressione che, come spesso accade, di solito si manifesta nei momenti peggiori, quando nessuno la richiede.

Mi ricordo di un collega, Fer, che rideva della pressione tanto che aveva preso l’abitudine di darle un soprannome: “il piccolo nano”. Mi disse che durante uno dei suoi match-maratona di quattro ore, quando stava per servire, vide il piccolo nano seduto in fondo al campo agitare le braccia: “Ehi, sono qui, non fingere di non vedermi! “, e poi” bam “, fece un errore. Era un modo semplice di spiegare come la sensazione di essere sotto grande pressione si verifica quando si pensa troppo al risultato, e si perde di vista ciò che ci ha portati a questo punto.

sanchez tips

Ci sono diversi tipi di pressione:

  • la pressione dei media, causata dai media, la televisione e quello che appare sulla stampa.
  • La pressione dell’opinione pubblica, quando si sta giocando una partita fuori casa o in casa, e non si vuole ammettere la sconfitta di fronte agli spettatori.
  • La pressione del passato, un ricordo doloroso impresso nella vostra mente di come situazioni simili si siano concluse.
  • La pressione del futuro, che viene da aspettative e dal pensare troppo al risultato.
  • La pressione intrinseca, che ti fa dubitare di un pilastro dentro di te, per ragioni che non sono a che fare con la vostra vita sportiva.

Nel 1992, a Sidney, avevo appena vinto uno dei più importanti tornei di tennis della mia carriera, in finale contro Thomas Muster. Credo che in quel momento stavo giocando il mio miglior tennis. Ero partito per Melbourne pieno di entusiasmo, ho vinto contro Cash, l’eroe locale, ho passato diversi turni prima di dovere incontrare McEnroe, con il quale avevo perso agli US Open l’anno precedente avanti 2-1, 4 pari nel quarto e con 2 palle break a mio favore.

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La partita iniziò a girare al contrario: McEnroe vinse due set, ho vinto i due successivi fino al 5-2 nel quinto set con un match point sul 40-15, e dopo quasi cinque ore di gioco ho commesso il mio primo doppio fallo dell’incontro e poi ne ho commesso un ‘altro; Da quel momento mi sono fermato a pensare a come mi ero preparato, e a come ero arrivato fino a questo punto. Sono riuscito fare un ottimo punto e poi mi sono fermato di nuovo, seguendo il mio piano: ho servito bene scendendo a la rete, ma McEnroe ha risposto nei piedi e la mia palla è andata fuori. La mia testa è esplosa, pensavo di non potere più continuare, e il mio pensiero andava ad altre opportunità simili perse in passato. Mi bloccai, persi la calma, non ragionavo, feci due errori, 6-6, McEnroe fece uscire i suoi artigli ma ormai il mio miglior tennis se ne era andato, il mio passato mi raggiunse, e mi fa ancora male ricordare di aver perso 8-6. Ricordo quella sconfitta come la più bruciante della mia carriera, non l’ho mai dimenticata, ha scavato così in profondità nella mia memoria. La verità è che mi dispiace così tanto perché non ho più saputo crearmi un’altra occasione per vincere torneo del Grand Slam. Ripensando a tutto questo, ci fu un ‘prima’ e un ‘dopo’ la mia sconfitta.

La pressione del passato è difficile da sopportare. Devi ritrovare le routine che hai praticato e utilizzarla in questi momenti, e renderti conto che il compito più difficile è smettere di paralizzarsi. Pensare positivamente utilizzando gli strumenti che ti hanno portato fino a questo punto, come organizzarli, come fare in modo che la tua forma fisica ti permetta di utilizzarli e usare la tua mente per credere in questa possibilità, crederci fino in fondo e goderti il momento che stai vivendo. Ho provato a fare tutto questo, ma la magia del tennis è che, a volte, anche se fai tutto giusto, il tuo avversario può anche giocare in maniera eccezionale e dare il meglio di sé – così come è capitato a me.

Il tipo più comune di pressione è quella del futuro, quando l’unica cosa alla quale stai pensando mentre giochi è quello che accadrà se riuscirai a vincere, quando pensi troppo alla vittoria o a un sogno, che al momento è molto lontano. Quello che di solito si fa è cercare un motivo, una scusa. Nei corsi che offriamo al nostro International Coaching Institute (ICI) chiamiamo queste giustificazioni “THE IT’S THATS”: è che c’era vento, la palla era dentro ma l’hanno chiamata fuori, è che il nostro avversario è stato fortunato , è che … potremmo passare tutto il giorno a scrivere mille scuse.

I giocatori che si trovano in queste situazioni, quando il ‘’piccolo nano” arriva, o si sentono sotto pressione e cercano una scusa per stare meglio, non stanno guardando in faccia la realtà. Coloro che sono in grado di riconoscere la pressione, ma non entrano in conflitto con essa, o che mettono a tacere il piccolo nano, sono quelli che sono in grado di sfruttare al meglio queste situazioni tuffandosi nella battaglia. Se hanno successo forse vinceranno un premio e cresceranno, ma la cosa più importante è che avranno dato il meglio di loro stessi, fronteggiando a viso aperto la pressione, e nel migliore dei casi, otterranno il risultato voluto.

È davvero così, citando Albert Camus, “La vera generosità verso il futuro consiste nel dare tutto nel presente.”

Emilio Sánchez Vicario
CEO and Founder at Sánchez-Casal Academy

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» Leggi l’articolo originale dal sito della Academia Sànchez-Casal

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