Einstein sostiene che le coincidenze sono il modo di Dio per rendersi anonimo.

La nostra storia comincia un pomeriggio brumoso di metà ottobre a Milano nella redazione della casa editrice La Vita Felice. Andavo due pomeriggi la settimana per una collaborazione.

Durante la pausa del caffè un bel giorno, l’editore, Gerardo Mastrullo, si lamenta di ricevere montagne di manoscritti che raccontano lo sport. Gli chiedo se trattano anche il tennis, mi risponde che il soggetto principe è il calcio, ma forse uno è dedicato al tennis. Gli chiedo di mandarmelo perché da fanatica tennista, anche se mediocre, sono una divoratrice di libri che raccontano il tennis.

Leggo il manoscritto in un baleno e ne sono entusiasta. Torno in redazione, Gerardo era concentratissimo su un testo ma io con forza lo costringo a guardarmi e gli dico che questo manoscritto è da pubblicare.

È in forma di appunti, si tratta di lavorare per renderlo omogeneo e chi se non io: editor e tennista?

Ricordo la testa di Gerardo che si volta, mi squadra e dice solo: «No!»

Avvilita ma non convinta, mi sarei messa a cercare un altro editore disposto a pubblicare quel mirabolante saggio sul tennis mentale.
Da lì a poco sarei partita alla volta di Monte Carlo per lo stage di Gotennis, come sempre non vedevo l’ora. I primi di novembre il Country club è una favola, veramente lo è sempre, ma quei giorni ancora caldi e limpidi con il mare lì sotto attutiscono il passaggio brusco verso l’inverno.

Una di quelle sere al ristorante Fellini di Mentone verso la fine, quando ci si sposta per chiacchierare un po’ con tutti, Filippo Montanari il nostro amato CEO, si siede vicino a me e il primo pensiero che mi viene in mente è di chiedergli se conosce l’autore del manoscritto: Luca Gasparini.

Mi guarda attonito e poi mi risponde con energia, tralasciando il suo naturale aplomb: «Ma certo! È un caro amico e da sempre colonna portante di Gotennis! Conosco il manoscritto, è da pubblicare!»

Detto così non potevo abbandonare il match, dovevo confrontarmi ancora con l’editore, mi servivano un paio di ace, qualche passante e delle belle volée: volevo vincere.

Tornata nella nebbia milanese con ancora i colori di Montecarlo negli occhi, affronto Gerardo Mastrullo. Non terra ma il cemento de La Vita Felice.
Sbatto con dolcezza il manoscritto cartaceo sulla sua scrivania e con voce ferma e imperativa gli intimo: «Questo testo deve essere pubblicato!»

Eravamo al 40/0 per me, mi osserva prima con fastidio: non ci si rivolge così all’editore, poi si appoggia allo schienale della sedia e mi sibila: «Parlami di questo autore, cosa ha di così speciale?»

Il primo set è mio. In panchina rifletto sugli argomenti per la risposta, naturalmente dopo un lungo respiro come ci suggerisce Luca Gasparini nel suo libro Sembrava un gioco.

Vinco il match.

E così la storia in tantissimi la conoscete, il libro esce, Luca Gasparini organizza in alcuni selezionati stage Gotennis, lezioni mirate per mettere in pratica la meravigliosa, inconsueta ed efficace strategia per vivere il nostro tennis con passione e con divertimento.

paola tosi

Paola Tosi
Direttore editoriale
La Torre dei Venti

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